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CONTRIBUTI INPS 2018

CONTRIBUTI INPS 2018

per commercianti: aliquote, importi e scadenze

Per effetto della manovra Monti i contributi INPS subiscono ogni anno un aumento percentuale progressivo.

Le aliquote dei contributi Inps 2018 di artigiani e commercianti arrivano a toccare nel 2018 il 24.09%.

Per il calcolo del contributi IVS per artigiani e commercianti 2018 il minimale di reddito annuo resta invariato rispetto allo scorso anno ed è di 15.710 €.

contributi Inps 2018 sono calcolati sulla base dell’età anagrafica degli iscritti alla gestione artigiani o commercianti e le aliquote variano nel caso in cui si tratti di iscritto fino a 21 anni o di età superiore ai 21 anni.

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Ecco le aliquote, calcolo, importi e scadenze dei contributi Inps 2018 per artigiani e commercianti.

Per gli iscritti alla Gestione commercianti il contributo minimo per titolari di qualunque età e coadiuvanti o coadiutori di età superiore ai 21 anni è di 3.668,99 €.

L’importo dovrà essere pagato in 4 F24 trimestrali.

Per il calcolo dell’importo dei contributi INPS IVS nel 2018 per artigiani e commercianti resta invariato il reddito minimo rispetto a quanto previsto nel 2016: il minimale è fissato a 15.710 €.

Il massimale di reddito annuo entro cui sono dovuti i contributi IVS è pari a 76.872 € per gli iscritti alla gestione separata Inps prima del 1° gennaio 1996 o con anzianità contributiva a decorrenza da questa data. Per i lavoratori iscritti successivamente al 1996 il massimale annuo è di 100.324 €.

Le scadenze per il versamento dei contributi Inps 2017 per commercianti sono le seguenti:

Contributi dovuti sul minimale:

  • 16 maggio,
  • 21 agosto,
  • 16 novembre 2018 e
  • 16 febbraio 2019.

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INPS – Indennità di maternità & paternità

Categoria/e : Comunicazioni , Inps

INPS
Indennità di maternità & paternità

per lavoratrici e lavoratori autonomi

Alla lavoratrice e al lavoratore autonomo spetta un’indennità economica  durante i periodi di tutela della maternità/paternità.

A chi è rivolto
L’ indennità di maternità e di paternità spetta alle artigiane, commercianti (agenti di commercio), coltivatrici dirette, colone, mezzadre, imprenditrici agricole professionali, nonché alle pescatrici autonome della piccola pesca marittima e delle acque interne iscritte alla gestione INPS di riferimento, in regola con il versamento dei contributi anche nei mesi compresi nel periodo di maternità.

Decorrenza e durata
Secondo quanto previsto dagli articoli 66 e seguenti del TU, l’indennità è riconosciuta due mesi prima del parto e per i tre mesi successivi. L’indennità è pagata dall’INPS con bonifico presso ufficio postale o accredito su conto corrente bancario o postale secondo la modalità scelta al momento della domanda.

Quanto spetta
Durante i periodi indennizzabili a titolo di maternità (o paternità) la lavoratrice (o il lavoratore) ha diritto a percepire un’indennità pari all’80% della retribuzione giornaliera stabilita annualmente dalla legge per il tipo di attività svolta.

PER I COMMERCIANTI, ARTIGIANI E AGENTI IL CONTRIBUTO GIORNALIERO E’ DI CIRCA 50,00 €

In caso di interruzione di gravidanza oltre il terzo mese, è corrisposta un’indennità per un periodo di trenta giorni.

Indennità di maternità - img

Prescrizione
Il diritto all’indennità si prescrive nel termine di un anno dalla fine del teorico periodo indennizzabile di maternità/paternità. Per interrompere la prescrizione è necessario che gli interessati presentino all’INPS, prima dello scadere dell’anno, domanda scritta per ottenere l’indennità.

Requisiti
Presupposto per l’accesso alla tutela della maternità/paternità è l’iscrizione alla gestione dell’INPS in base all’attività svolta e la regolarità del versamento dei contributi anche per i mesi compresi nel periodo di maternità.
L’indennità può essere richiesta anche se l’iscrizione alla propria gestione è avvenuta successivamente alla data di inizio del periodo indennizzabile per maternità. Se l’iscrizione è richiesta entro i termini di legge (30 giorni dall’inizio dell’attività per artigiani e commercianti e 90 giorni dall’inizio dell’attività negli altri casi) e l’attività è iniziata prima dell’inizio del periodo di maternità, l’indennità spetta per l’intero periodo di maternità. Nel caso in cui l’attività lavorativa autonoma sia iniziata, invece, successivamente all’inizio del periodo di maternità, l’indennità spetta per il periodo successivo all’inizio dell’attività.
Se l’iscrizione avviene oltre i termini di legge, l’indennità di maternità spetta a partire dalla data della domanda di iscrizione alle gestione di appartenenza.

Quando fare domanda
Le lavoratrici autonome trasmettono la domanda a parto avvenuto.

Come fare domanda
La domanda si presenta online all’INPS attraverso il servizio dedicato.
Occorre registrarsi all’INPS on line e chiedere il PIN di accesso.

Il menu del servizio si articola nelle seguenti voci:

  • Informazioni, pagina che descrive le prestazioni previste per le differenti categorie di lavoratrici/lavoratori in caso di parto, adozione o affidamento;
  • Manuali, pagina dalla quale è possibile consultare e scaricare i manuali d’uso della funzionalità di “acquisizione domanda” disponibili per ogni categoria di lavoratrice/lavoratore;
  • Acquisizione domanda, funzionalità che consente la compilazione e l’invio della domanda di indennità per le diverse categorie di lavoratrici/lavoratori;
  • Annullamento domande, funzionalità che permette di annullare la domanda inserita;
  • Consultazione domande, funzionalità che consente di verificare le domande inserite e inviate all’INPS.

La domanda prevede la possibilità di allegare documentazione utile all’autorizzazione all’ingresso in Italia del minore straniero in adozione o affidamento preadottivo rilasciato dalla Commissione per le Adozioni internazionali, attestazione di ingresso in famiglia del minore adottato/affidato e così via.


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PENSIONATI “SCIPPATI” DA INPS ED ENASARCO

PENSIONATI “SCIPPATI” DA INPS ED ENASARCO  - INPS2PENSIONATI “SCIPPATI” DA INPS ED ENASARCO  - enasarco

PENSIONATI “SCIPPATI” DA INPS ED ENASARCO

Chiedi la rivalutazione delle tue pensioni!

Le pensioni INPS ed ENASARCO d’importo netto superiori a 1.088 Euro, per effetto della Legge Fornero del 2011, sono state bloccate e non sono state rivalutate negli anni 2012 e 2013 e successivi.

Successivamente la Corte Costituzionale, con sentenza n° 70 del 2015, ha dichiarato illegittima la mancata rivalutazione.

L’INPS e gli altri enti previdenziali avrebbero dovuto, di conseguenza, aumentare la pensione mensile degli interessati e pagare a tutti gli arretrati dal 2012, maggiorati degli interessi legali.

Il Governo, invece, ha aggirato la sentenza riconoscendo parziali rimborsi solo a chi superava globalmente (pensione di vecchiaia + pensione integrativa) tre volte la pensione minima netta (1.088 euro nel 2012 e 1.117 nel 2013). Proprio nessun rimborso è stato invece riconosciuto a chi supera di 6 volte la pensione minima.

Il secondo scippo è arrivato agli agenti dall’Enasarco che, da parte sua, ha applicato impropriamente il D.L. Fornero e anche la successiva decisione del Governo.

Esistono fondati motivi per ritenere del tutto inapplicabile il Decreto Legge alle pensioni integrative, perché è stato emanato per la sola tutela del bilancio pubblico e non certo di quello privato come quello Enasarco.

L’intera rivalutazione delle pensioni dal 2012 spetta a tutti coloro che godevano di una o più pensioni d’importo complessivo netto superiore a 1.088 Euro.

In previsione di ulteriori sentenze della Corte Costituzionale e nell’eventualità di una Class Action degli agenti, anche se sei pensionato ancora in attività, ti consigliamo di presentare una

Diffida

a entrambi gli enti, invitandoli a pagare la mancata perequazione e gli interessi legali.

Sono approntati dei testi che si possono scaricare qui: LINK: Modulo Diffida INPS / LINK: Modulo Diffida Enasarco

Dovranno essere spediti a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno o PEC. La nostra associazione presterà assistenza a tutti gli associati.

Si può fissare un appuntamento telefonando allo 010 5954838.

E’ importante presentare le diffide prima che il tuo diritto vada in prescrizione.


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Reddito minimo e massimo 2015 ai fini contribuzione INPS

Categoria/e : Inps

Reddito minimo e massimo 2015 - INPS2

In base all’aumento delle aliquote artigiani e commercianti 2015, sale l’importo minimo di contributi da versare per questo nuovo anno, calcolato sulle soglie di reddito di impresa.

Il reddito minimo artigiani e commercianti, o minimale di reddito, viene deciso ogni anno dal Governo in base all’indice di inflazione, capacità contributiva e di acquisto ecc, e serve come base di riferimento per il calcolo dei contributi da versare dei lavoratori che operano nel settore dell’artigianato e del commercio. Il calcolo del reddito minimo, si ottiene moltiplicando il valore 312 alla retribuzione minima giornaliera, che per il 2015 è fissata a €47,68 e poi aggiungendo all’importo ottenuto, euro 671,39.

L’importo così ottenuto è il cd. contributo minimo obbligatorio INPS artigiani e commercianti che devono pagare all’Istituto per i contributi a prescindere dal reddito di impresa.

Per il 2015 reddito minimo ai fini del calcolo del contributo IVS dovuto dagli artigiani e commercianti è pari a € 15.548,00, che verrà pagato ogni trimestre con il versamento di euro 885,75.

Per il 2015 il massimale di reddito annuo entro il quale sono dovuti i contributi IVS è pari a € 76.872,00 (€46.123,00 più € 30.749,00).

 

 


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Nuove aliquote contributive INPS

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Categoria/e : Inps

INPS2Le aliquote contributive INPS per gli agenti di commercio (gestione Commercianti), subiscono ogni anno un aumento percentuale progressivo, fino a raggiungere il 24% nel 2018.

Pertanto l’aliquota, per gli agenti di commercio con più di 21 anni di età, per l’anno 2014, sul reddito eccedente il minimale , è del 22,38%;

per l’anno 2015  sarà del  22,65%

per l’anno 2016  del 23,10%

per l’anno 2017 del 23,55%

per l’anno 2018 del 24,00%

 Reddito minimo (minimale)

Il reddito minimo per gli agenti di commercio (nel 2014 € 15.516) viene stabilito dal Governo, ogni anno,  in base all’indice di inflazione, capacità contributiva ecc.

 La misura fissa da pagarsi trimestralmente, per il 2015, verrà stabilità presumibilmente nel mese di gennaio 2015.

 Il contributo è dovuto, sul reddito eccedente il minimale fino ad un massimo di € 75.883 per i vecchi contribuenti e di € 99.034 per i soggetti iscritti dal 1° gennaio 1996

 Per approfondimenti o ulteriori chiarimenti mettersi in contatto con l’ufficio CAAF-Usarci o direttamente con il dott. Rodolfo Gillana.