L’ importanza della figura dell’agente di commercio

L’ importanza della figura dell’agente di commercio

Ogni tanto è bene ricordare ciò che la categoria degli agenti di commercio rappresenta nel contesto nazionale e nel contesto regionale.

Non dobbiamo dimenticare che gli agenti di commercio garantiscono alla proprie rappresentate l’introduzione capillare su tutto il mercato con l’acquisizione di clientela, fidelizzata e distribuita sul territorio. Una vendita capillare sui clienti che consentono alle aziende rappresentate di essere veramente  presenti e radicate sul mercato.

Gli Agenti e rappresentanti di commercio sono fondamentali nello sviluppo delle piccole e medie imprese e indispensabili a quelle grandi.

Gli Agenti di Commercio sono un vero strumento di marketing che all’interno delle aziende operano a stretto contatto con gli strateghi.

Essi conoscono in modo dettagliato e puntuale il campo sul quale si applicheranno le strategie, si svilupperanno le campagne e si acquisiranno i risultati. Questo luogo, dove gli Agenti di Commercio operano, producono profitto per le aziende che rappresentano e per la crescita economica nazionale, è il mercato.

Non dobbiamo dimenticare che, senza l’opera degli Agenti di Commercio italiani il terziario avanzato non sarebbe mai esistito, la piccola impresa non avrebbe uno sbocco commerciale, la grande industria non si svilupperebbe e quindi il mercato, inteso come oggi lo conosciamo, non esisterebbe.

Anche in Liguria che, come tutti sappiamo rappresenta solo il 2,5% del mercato nazionale la presenza di agenti di commercio  è irrilevante, infatti le Agenzie Commerciali sono circa 10.000 con migliaia di addetti, la sola provincia di Genova ne conta circa 6.000. Una categoria che produce ricchezza  ma è anche una categoria che contribuisce ai consumi e quindi all’economia del territorio

E’ una categoria di professionisti che  sale in auto e percorre di media 200 Km. al giorno, molti dei quali percorsi nelle vie del capoluogo, perché la città di Genova rappresenta oltre il 50% del mercato ligure.

Che consuma 85.000/90.000 litri tra benzina e gasolio, al giorno, che acquista, sempre nella sola provincia di Genova, 2.300/2.500 auto nuove all’anno per un giro di affari che supera i 60.000.000 (sessanta milioni) di euro, che acquista computer, fax, stampanti, telefoni cellulari per oltre 2.000.000 (due milioni) di euro, all’anno; che fa affluire in zona personale delle mandanti che frequentano alberghi in Liguria per oltre 20.000 presenze all’anno, che consuma da 120.000 a 140.000 pasti fuori casa all’anno, che acquista polizze assicurative per circa 5 milioni di euro all’anno e  movimenta merci e servizi, nella sola provincia di Genova, per un totale tra i 3,5 e i 4 miliardi di euro all’anno.

Un categoria che abbassa la testa e lavora duramente 6 giorni la settimana non fa scioperi, magari mugugna, ma non chiede  nulla.

Una categoria molto  importante per la Liguria e per tutto il territorio italiano che non può essere solo una mucca da mungere e che paga oltre il 68% del proprio reddito tra imposte tasse contributi previdenziali e gabelle varie. Se l’imposizione dovesse mantenersi sui livelli attuali  gli agenti di commercio si accorgeranno che stanno lavorando per lo stato, ma senza paga. Forse perché è una categoria di persone educate, forse perché è una categoria che non conosce bene i suoi costi, forse perché è una categoria che spera sempre di poter migliorare e non si rende conto che sta cadendo in un “buconero”. Sta di fatto che sono in molti, già oggi, che non arrivano a fine trimestre. Sono in molti che non riescono a pagare le imposte e l’INPS, sono in molti che non possono permettersi di cambiare l’auto che ha, magari, più di  200.000 Km.  Ma sono in pochi, anzi pochissimi, quelli che si lamentano e che chiedono siano riviste certe posizioni, che portano la categoria all’estinzione per esaurimento. Per cultura gli agenti di commercio non sono portati a dimostrare in strada. Per egoismo gli agenti di commercio pensano a se stessi senza rendersi conto che da soli si può solo affogare. In Italia, purtroppo, solo chi grida e interrompe il traffico viene ascoltato e accontentato. Gli agenti e rappresentanti di commercio in Italia sono circa 300.000 ma non hanno nessun peso. Per fare un solo esempio, i taxisti che sono meno di 20.000,  quindici volte meno numerosi della categoria degli agenti di commercio, nessuno si azzarda a toccarli, perché non appena si annuncia un provvedimento che va contro i loro interessi l’Italia si paralizza. 20.000 persone paralizzano l’intera paese e il mondo politico fa subito retromarcia. Mesi fa, tutte le sigle sindacali che rappresentano gli  agenti di commercio, hanno chiesto un incontro con il governo, non solo non sono stati ricevuti, ma non è stata data neppure risposta alla richiesta di incontro. I politici sanno che gli agenti di commercio non daranno  fastidi e quindi non li prendono in nessuna considerazione.

Se la categoria continua ad accettare tutto questo e le imposizioni che piovono “dall’alto” senza reagire continuando a pagare, sopportando  sacrifici personali che nessuna altra categoria immagina, ebbene allora è vero ciò che si prevede che si sarà “condannati alla fame”

 

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